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Intervista ad un Reusi

Durante l’anno passato ho avuto l’onore dell’amicizia e della guida con Somananda Yogi e sono stata recentemente invitata ad intervistarlo in merito ai Reusi della Tailandia. Somananda Yogi indossa una veste in cotone e porta lunghi capelli ed una lunga barba; apparenza che mostra il suo recente impegno alla vita di Reusi tailandese. Un Reusi, mi spiega Somananda Yogi, è un asceta veggente. Somananda Yogi ha dedicato la maggior parte della sua vita nel perseguire pacificamente l’antica conoscenza. Iniziò i suoi studi di Buddismo Theravada e Medicina Tadizionale Tailandese in giovane età, trasferendosi in un monastero buddista quando aveva appena quindici anni. Sono riconoscente a Somananda Yogi per aver speso del tempo per parlare con me circa il suo percorso affinché noi tutti possiamo capire meglio questa pratica sconosciuta.

 

Trevijjo Yogi

 

Che cos’è un Reusi? Cosa significa questo termine?
Il termine tailandese Reusi ha origine dalla parola sanscrita Rishi che significa veggente. Nella tradizione Vedica i Rishi sono i figli di Brahma. A loro viene riconosciuta la scoperta/ricezione di molti dei mantra che si trovano nei Veda ed in altri testi indiani. Questi veggenti hanno ricevuto i mantra da essere celesti oppure attraverso la propria intuizione. Questo è il significato del termine Reusi a livello linguistico. In India questa parola si riferisce generalmente ad un gruppo di asceti associati o discendenti da Brahma. Questo titolo non veniva dato facilmente e qualcuno dice sia necessario appartenere alla casta dei Brahmini per usare questo termine. Altri usano il termine per riferirsi a praticanti avanzati nelle scienze vediche. In Tailandia, Reusi è un termine generico usato per riferirsi a vari tipi di praticanti delle scienze esoteriche aventi l’apparenza di asceti. Attualmente le pratiche di molte persone chiamate o che si fanno chiamare Reusi sono spesso molto differenti le une della altre. Alcune persone praticano come asceti, alcuni come posseggono casa, alcuni in città, alcuni nella natura selvaggia, alcuni praticano mantra, tantra, yoga ed altri praticano meditazione o medicina. Riassumendo i Reusi sono i detentori delle leggi naturali e delle scienze che sono state trasmesse attraverso millenni.

 

Quali sono le scienze di cui parli?
Uso il termine scienze per descrivere i diversi tipi di conoscenza sulle quali molte delle antiche culture e religioni hanno basato la maggior parte della loro pratica e teoria. Queste includono sia le scienze esoteriche come astrologia, alchimia, chiromanzia, demonologia ecc che le scienze ordinarie come matematica, medicina, musica ecc. Ci sono due termini sanscriti che vengono spesso utilizzati per riferirsi a questi metodi, Vidya e Sastra. Vidya significa conoscenza e Sastra significa scienza. Entrambi questi termini vengono utilizzati per riferirsi alle “scienze” di cui ho parlato prima. I Reusi, nella mia tradizione, sono conosciuti come i protettori di queste scienze.

 

Da quando è iniziata questa tradizione?
Questa tradizione è molto vecchia e può essere trovata in tutto il mondo. Apprendiamo dai testi buddisti che i Reusi erano presenti all’epoca del Buddha Gotama. Infatti, il Buddha stesso praticò come Reusi prima della sua illuminazione e spese molte delle sue vite passate come un Reusi. Datare le origini della pratica è molto difficile. Se guardiamo ai Reusi fuori dalla tradizione buddista possiamo trovare asceti nel periodo della Valle dell’Indo (circa 2600-1900 A.C.).

 

Quali sono le similitudini tra la tradizione Thai e quelle di altri paesi?
Ovviamente ogni paese e religione ha le proprie caratteristiche ma alla radice tutte le tradizioni ascetiche sono molto simili. Il Reusi della Tailandia sono come i Vijjadharas delle Birmania, i Reusi della Cambogia, gli Yogi del Tibet, i Siddhas dell’India, gli immortali della Cina, i Sufi dell’Islam, gli eremiti dell’Europa, i mistici cristiani e gli sciamani dell’America e dell’Africa. Si tratta di vivere con la natura, relazionandosi e riscoprendosi in essa. Natura include sia quella selvaggia che la verità universale.

 

All’inizio questa pratica era animistica ed ha adottato poi i principi buddisti?
Bene, la tradizione dei Reusi esiste da molte centinaia di anni prima della nascita del Buddha Gotama. Quando guardiamo ai testi buddisti troviamo che anche il Buddha Gotama è stato un Reusi in molte delle sue vite passate. Infatti, è stato un Reusi durante l’epoca del Buddha Dipamkara, uno dei Buddha del passato che è vissuto molte ere addietro. E’ stato in questa vita come Sumedha Rishi che il Buddha Gotama abbandonò la possibilità di raggiungere l’illuminazione facendo voto di diventare un Buddha completamente illuminato in una vita futura. Essere un Reusi non riguarda la religione in cui si crede. Riguarda il modo in cui approcci la tua pratica. I Reusi sono esperienziali nella loro pratica. Preferiscono un cammino solitario che li porta ad essere vicini alla natura. Complessivamente direi che abbiamo un approccio naturalistico agli elementi, alla natura, alle divinità, agli spiriti ed ai fantasmi. Alcuni potrebbero considerare questo un approccio animistico ma non riguarda il culto della natura bensì il vivere come parte di essa. Durante il periodo del Buddha Gotama ci sono stati molti Reusi che diventarono discepoli del Buddha ma non presero mai l’ordinazione come monaci. Invece, scelsero di continuare le loro pratiche come Reusi. Questi furono i primi Reusi Buddhisti della nostra epoca ed è da dove il mio lignaggio ha origine. Prima di diventare seguaci del Buddha possiamo dire che i Reusi avessero credenze brahmaniche. Ma questo è solo per parlare dei Reusi in India. Essere un Reusi, un monaco od un laico non riguarda la religione. Una persona può essere un monaco cattolico, un monaco induista ecc..è a proposito del livello di pratica. Quindi essere un Reusi nella religione Buddhista riguarda il modo in cui pratico il Dharma. Quelli che possiamo chiamare Reusi in altre religioni praticano la loro religione allo stesso livello in cui io pratico il buddhismo. Mentre forse abbiamo differenti credo e culture stiamo ancora lavorando con gli stessi metodi ed un approccio simile.

 

Qual’è lo scopo della Tua pratica come Reusi?
Lo scopo di un Reusi è quello di capire la natura e le sue leggi. Questo include imparare e praticare varie scienze come l’astrologia, la medicina, la meditazione ecc. Noi dobbiamo preservare queste cose affinché siano disponibili per le generazioni future.

 

Chiunque può diventare Reusi?
Tecnicamente si. Però il periodo di tirocinio richiesto prima che una persona diventi Ruesi insieme al impegno delle pratiche giornaliere è piuttosto difficile e spesso proibitivo per la maggior parte delle persone. Inoltre, è assolutamente necessario avere un insegnante competente, il quale pratica come Reusi per poter essere iniziati alla tradizione. Per la gravità di questo impegno, è necessario per il Maestro mettere lo studente in un periodo probatorio per testare la sua dedizione alla tradizione. Molti di quelli che vengono ordinati come Reusi fanno voto di tenere i precetti per tutta la vita. Diventare Reusi non è per tutti ed è una decisione che non deve essere presa alla leggera.

 

Quali sono le regole che dovete seguire?
Le linee guida fondamentalisono semplici. Queste sono state disposte dal Buddha per tutti i suoi seguaci. Sono separate in corpo, parola e pensiero. Per quanto riguarda le azioni corporali abbiamo astenersi da uccidere, non rubare e non seguire una cattiva condotta sessuale. La parola include non mentire, non parlare male degli altri per creare discordia,non usare un linguaggio volgare,e non indulgere in pettegolezzi o chiacchiere inutili. Mentalmente evitiamo di invidiare i possedimenti altrui ed il desiderio eccessivo, pensare malaente degli altri e la falsa visione. Queste sono le regole di base. Ce ne sono molte altre che governano come mangiamo e quando. Questo ci aiuta a mantenere la consapevolezza durante la giornata.

 

In cosa consiste la pratica giornaliera?
In realtà dipende molto dalla persona e da quale scopo si è preposto. Lo scopo di un Reusi è quello di studiare e praticare le scienze, controllare la propria mente, sviluppare gentilezza amorevole, compassione, gioia simpatetica, equanimità e più importante, aiutare gli altri a cercare e percorrere il sentiero verso l’illuminazione. E’ molto simile al percorso del Bodhisattva nel Buddhismo Mahayana. Per rispondere alla tua domanda, meditiamo molto, recitiamo,proteggiamo la natura così come manteniamo l’equilibrio tra il mondo degli spiriti e quello umano.

 

Come Reusi Buddhista, il tuo scopo è quello di raggiungere l’illuminazione?
Sì, sebbene desideriamo posporre la nostra illuminazione per continuare ad esistere in questo mondo per il beneficio degli altri. E’ simile al voto di Bodhisattva nel Buddhismo Mahayana, ma differisce da questo in quanto il nostro voto è di rimanere fino alla nascita del prossimo Buddha. Facciamo voto di diventare suoi discepoli. I Bodhisattva fanno voto di stare in questo mondo fino a che l’ultimo essere abbia raggiunto l’illuminazione. Quindi il loro impegno è molto più lungo.

 

Potresti spiegare ulteriormente in che modo scienze e spiritualità sono connesse? Mi pare che vadano a braccetto e che una non possa essere completamente praticata senza l’altra.
Sì, questo è vero. Molte delle scienze sono interdipendenti e tutte hanno connessione con la spiritualità. In realtà, non esiste una grande distinzione tra le due. Le scienze sono un modo per praticare la spiritualità. E’ molto simile alla connessione esistente tra la forma fisica e quella energetica. Coesistono e sono co-dipendenti.

 

Potresti descrivere gli abiti e l’apparenza di un Reusi?
Ci sono tre tipi di abiti che possiamo indossare: una veste bianca, una veste rossa tendente al marrone oppure pelle di animale. Molti anni addietro, i Reusi vivevano nella foresta e non avevano contatto con altre persone. Alle volte dovevano fabbricarevestiti con cose che trovavano, spesso la carcassa di un animale. Tradizionalmente, indossare una pelle di animale era segno distintivo di praticanti avanzati. Questo perché bisogna passare molto tempo nella foresta per trovare un materiale simile. Ad ogni modo, oggi sostituiamo la pelle animale con un tessuto stampato in ricordo della vecchia tradizione. Nel passato, i Reusi non uccidevano mai nessun essere vivente per il loro comfort e questo ideale continua anche oggi. Normalmente, per quanto mi riguarda, indosso solamente vesti bianche o rosso-brunastro. Per quanto riguarda altri aspetti estetici, non ci tagliamo né barba né capelli per i primi tre anni. Questo perché ogni Reusi ha in sé il potere dei Reusi del passato e dei Maestri. Tagliando i capelli, si taglierebbe la connessione con questo potere.

 

Potresti ulteriormente spiegare il significato del non tagliare né barba né capelli per tre anni?
Il fulcro non sono i capelli in sé. Ha a che fare con l’impegno che un Reusi prende ed il mantenimento di questo impegno. Mantenere la parola e praticare diversi tipi di Tapas o austerità sono gran parte della vita di un Reusi. Facciamo questo come impegno ed offerta alla nostra divinità personale, ai nostri Maestri e a noi stessi. Mantenere l’impegno significa avere successo ed essere pronti ad avanzare. Venir meno significa non essere ancora pronti e quindi dover ricominciare. La parola è la nostra fonte di potere quando diventa incantesimo. Venir meno al nostro impegno è una sconfitta, non solo mentalmente ma anche spiritualmente.

 

I Reusi traggono potere dalla pelle animale? Questo mi ricorda i Nativi Americani che indossavano pelli d’orso, lupo o cervo.
Sì e no. La pelle di certi animali è sacra, ma in generale la pelle ha due scopi. Il primo è prevenire che la nostra energia discenda mentre meditiamo. Agisce come una barriera che taglia le nostre energie discendenti. Il secondo è più simbolico e rappresenta la nostra padronanza sulla “mente animale”. In termini pratici,la pelle animale è calda ed è una buona fonte di abiti. Certamente un Reusi non dovrebbe mai uccidere nulla per il proprio uso, queste pelli dovrebbero essere “trovate”. Questo significa che le pelli derivano da animali morti per cause naturali.

 

Questo lignaggio è prevalentemente maschile?
Attualmente ci sono solo alcune donne in questa tradizione. Ho sentito parlare di soltanto una o due donne Reusi nella tradizione Thai. Ci sono, ad ogni modo, molte donne che praticano nella tradizione Tibetana quindi non è completamente maschile, ma per la maggior parte, sembra esserlo.

 

Ci sono delle regole che riguardano la vostra interazione con il sesso opposto?
Certamente ci sono regole a proposito di come ci relazioniamo con il sesso opposto, ma le nostre non sono così restrittive come quelle dei monaci. Alcuni Reusi si sposano e hanno un partner. Ci sono, ad ogni modo, regole che riguardano il quando le relazioni sessuali sono permesse. In generale abbiamo più interazione con il sesso opposto rispetto ai monaci. Per esempio, praticando la medicina, posso trattare sia uomini che donne.

 

Vengono utilizzati testi scritti oppure tutto viene trasmesso oralmente?
Questa è decisamente una tradizione orale. Ad ogni modo, molte delle scienze che impariamo, utilizziamo e preserviamo, vengono scritte affinché anche altri possano studiarle. Molti testi sono stati scoperti e riscritti dai Ruesi.I Vedas sono il più famoso esempio.

 

Ho sentito dire che alle volte certe informazioni vengono escluse intenzionalmente, è vero?
Una delle ragioni per cui certe informazioni vengono omesse è per proteggere il lettore dalla pratica di cose che vanno oltre la propria comprensione. Alcune informazioni vengono omesse perché considerate “conoscenza comune” e quindi non è necessario includerle: questo tipo di conoscenza è qualcosa che viene imparato con il proprio Maestro. I testi non esistono per imparare da essi ma sono ausiliari allo studio con un Maestro competente.

 

Lo scopo di un Reusi è quello di conoscere e praticare tutte le scienze? Perché impararne alcune e non altre?
Ci vorrebbero molte centinaia di anni per imparare completamente tutte le scienze. Certamente una persona può avere conoscenza sul campo in più di una, ma per padroneggiare una scienza ci vuole una vita o più. Spesso la filosofia e la teoria di una scienza va a sovrapporsi a quella di un’altra. Per esempio numerologia, chiromanzia e astrologia hanno teorie molto simili. Una persona potrebbe lavorare con alcune scienze le cui teorie si accavallano in modo da migliorare la propria comprensione. Per quanto riguarda le scienze che impariamo, dipende dalla nostra personale disposizione e scelta sia del praticante che del Maestro. Alle volte non siamo noi a decidere ma il nostro Maestro.

 

Alcuni degli insegnamenti sono andati persi o dimenticati?
Si, assolutamente. Molte delle scienze sono andate perse, hanno informazioni mancanti oppure sono all’ultima generazione di Maestri. Queste informazioni sono alcuni dei più grandi tesori dell’umanità ed incoraggio le persone ad uscire e cercare informazioni autentiche da una fonte legittima in modo da preservare la vera conoscenza e non le informazioni commerciali.

 

Esistono differenti lignaggi e tradizioni praticati in Thailandia? Quale segui?
Si, faccio parte di due importanti lignaggi. La prima è la tradizione del nord che trova le sue radici in aree come il Tibet e la Birmania. Mi riferisco a questa come alla tradizione Tibetan-Birmana-Nord Thailandese. L’altra tradizione è quella Thai Cambogiana che ha le proprie radici nella Tailandia centrale ed orientale ed in Cambogia. Le due tradizioni possono apparire differenti ma in realtà sono molto simili. Le maggiori differenze sono i linguaggi utilizzati nei testi e nel salmodiare.

 

Come mai hai scelto questo cammino?
I Reusi sono i protettori ed i Maestri delle scienze. Certamente mi riferisco alle scienze naturali come l’astrologia, la medicina, l’alchimia ecc.. Avendo studiato queste scienze da quando ero giovane, ho trovato questo cammino naturale. In più, il sentiero del Reusi, anche se comprende precetti e pratiche da seguire, non mi limita nella mia interazione con gli altri. Se fossi stato un monaco, non avrei potuto studiare e praticare fino a questo punto continuando a mantenere i precetti.

Trevijjo Yogi

 

Hai scelto questo sentiero o questo sentiero ha scelto te?
Probabilmente un po’ di entrambi. E’ successo come una progressione naturale da una cosa ad un’altra. Guardando indietro, il mio cammino mi ha sempre portato in questa direzione, ma è servito il giusto Maestro per mostrarmi come fare.

 

E’ stato difficile trovare un Maestro?
No. Ho avuto la fortuna di aver trovato un Maestro aperto e premuroso che è stato in grado di capire che ero pronto a fare questo passo anche se io non ne ero cosciente. Dopo aver incontrato questo Maestro, ho incontrato il mio terzo Maestro che mi ha aiutato ulteriormente a comprendere la pratica dei Reusi.

 

Ci sono dei presupposti affinché un Maestro accetti uno studente?
Certamente. Chiunque studi in una relazione studente-Maestro tradizionale, ci sono molte prove che uno studente deve essere i grado di superare prima di poter essere accettato come studente. Per quanto riguarda il diventare un Reusi, ce ne sono ancora di più e ci vuole più tempo affinché questi presupposti vengano soddisfatti.

 

Prenderai degli apprendisti affinché la tradizione/lignaggio continui?
Non sono al punto di pensare di prendere un apprendista, ma sento che sarà mia responsabilità passare a qualcuno quel poco di conoscenza che ho acquisito se può aiutare.

 

Quali scienze hai deciso di praticare?
Il mio primo sentiero è quello del guaritore. Per esserlo uno deve studiare non solo la teoria medica, ma anche l’astrologia, le erbe, gli esercizi, terapie fisiche, incantesimi ed altre pratiche.

 

Perché è importante questa tradizione?
La tradizione dei Reusi, che sia in Tailandia o altrove, è importante perché essi sono coloro che conservano la conoscenza del mondo. Sono gli unici che hanno scoperto ed insegnato le più basilari scienze che abbiamo. Loro hanno imparato attraverso la propria esperienza passando attraverso prove ed errori. Loro sono i veri Maestri e scienziati. Se vogliamo preservare questi metodi e mantenere una comprensione del vivere in equilibrio con la natura, è importante proteggere la tradizione dei Reusi. Come puoi immaginare, questa tradizione sta morendo. Ci sono molti pochi autentici praticanti in questi giorni. Ci sono sempre più persone che affermano di essere Reusi per ragioni economiche o legate all’ego. In questi tempi moderni, è diventato una fonte di guadagno piuttosto che una pratica di rinuncia. Un motivo per cui per cui questa pratica sta scemando così tanto è legato al massiccio incremento della popolazione e la mancanza di rispetto verso la natura. Un altro motivo è la mondanità da cui la gente è presa. In particolare in Tailandia questa tradizione ha cominciato a morire quando i monaci hanno iniziato a fare il lavoro dei Reusi. Un monaco dovrebbe essere uno studente del Dharma e praticare gli insegnamenti del Buddha al meglio delle sue possibilità. Dovrebbe cercare l’illuminazione ed aiutare gli altri a fare altrettanto. Oggigiorno invece, molti monaci sono interessati ad imparare le scienze e non sono focalizzati sul sentiero del Buddha. Preferiscono ottenere incantesimi e fare amuleti per raggiungere status sociale e fama. Con i monaci che fanno queste cose, non c’è posto per i Reusi quindi la tradizione inizia a morire.

 

Lo stato di un Reusi è simile a quello di un monaco?
Da quando in Tailandia la tradizione ha cominciato a morire considerabilmente, il loro status dipende dall’area in cui si trovano. Nelle zone rurali, specialmente nel nord-est, i Reusi hanno ancora un posto nella comunità. Nelle città, le persone non conoscono la tradizione e tendono ad aver meno rispetto per i Reusi. Certamente questa è una generalizzazione. Ovunque si vada, ci sono persone che riconoscono e rispettano la tradizione mentre altre non lo fanno.

 

Il governo Tailandese riconosce i Reusi e quello che rappresentano?
Magari su base individuale, ma in generale no. Non abbiamo supporto o riconoscimento dal governo.

 

Senti di avere la responsabilità di educare il pubblico circa i Reusi e il loro ruolo nella società?
I Reusi ci sono sempre stati e ci saranno sempre. Che sia nella tradizione Thai, in quella Indiana, Cinese, Europea ecc..essi esistono da secoli. Non è necessario parlare al pubblico di loro e di quello che fanno. I reumi sono eremiti dopo tutto e preferiscono mantenere un profilo basso. Solo recentemente con la sovrappopolazione mondiale e la deforestazione i Reusi sono usciti a parlare della natura. Come molte delle specie in pericolo, abbiamo sempre meno luoghi dove trovare la solitudine dove studiare e praticare nel primo laboratorio: la natura.

Grazie per il tuo tempo e per la tua testimonianza, Somananda Yogi.

 

Intervista a cura di Laura Covington.

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